Ex-partecipanti e mobilità Erasmus+: quali sono le ricadute?

Ex-partecipanti e mobilità Erasmus+: quali sono le ricadute?

Ex-partecipanti e mobilità Erasmus+: quali sono le ricadute dopo uno o due anni dalla fine dell’esperienza? Noi di FORTES lo abbiamo chiesto ai beneficiari che sono partiti a cavallo dell’era COVID per capire, in questo momento, se l’esperienza di mobilità all’estero è servita a loro per avere idee più chiare sul futuro.

Su più di 500 risposte di studenti che sono partiti verso paesi europei oppure sono arrivati in Italia, a Vicenza, la maggior parte (357 beneficiari) dichiarano che l'esperienza abbia portato loro maggiore apertura culturale, ed interesse verso la conoscenza di persone e luoghi di altre nazioni, nonché una maggiore autonomia e capacità di autogestione ed un aumento dello spirito di adattamento e flessibilità: aspetti questi che vengono sempre più richiesti nel mondo del lavoro, ma non solo. Secondo il sito di Almalaurea (un consorzio con obiettivi di studi statistici inerenti al mondo universitario italiano) le soft skills fondamentali in qualsiasi contesto lavorativo sono:

Autonomia

Fiducia in se stessi

Flessibilità/Adattabilità

Resistenza allo stress

Capacità di pianificare ed organizzare

Precisione/Attenzione ai dettagli

Apprendere in maniera continuativa

Conseguire obiettivi

Gestire le informazioni

Essere intraprendente/Spirito d’iniziativa

Capacità comunicativa

Problem Solving

Teamwork

Leadership

 

Queste cosiddette “competenze trasversali”, applicabili ad ogni professione, trovano un loro punto di partenza fondamentale nell’esperienza Erasmus+, che le sviluppa e le approfondisce grazie all’esperienza di stage all’estero.

La maggior parte dei beneficiari che ha deciso di proseguire con il proprio percorso di studi, ha scelto l’università, asserendo che proprio l’esperienza Erasmus+ conclusa abbia influito su questo tipo di percorso. Le motivazioni principali che hanno influito in questa scelta sono state: a) le conoscenze linguistiche rafforzate durante l’Erasmus, b) la curiosità di conoscere e imparare c) l’apertura culturale, l’interesse a conoscere l’Europa e il mondo d) gli stimoli professionali ricevuti durante l’Erasmus e) le idee e ipotesi di possibilità occupazionali nate durante l’Erasmus.

La maggior parte dei beneficiari ha svolto la propria esperienza in Irlanda (36%) e Spagna (20%). Rimangono questi i paesi maggiormente scelti dagli istituti per permettere agli studenti di apprendere le lingue che vengono studiate a scuola (inglese e spagnolo). Mentre fra i paesi dove si utilizza come lingua veicolare l’inglese, vengono proposte destinazioni quali la Rep.Ceca ed il Portogallo.

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